Visualizzazione post con etichetta chiado. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chiado. Mostra tutti i post

giovedì 28 agosto 2014

25 anni fa un incendio distrusse Chiado, il cuore della città


Lisbona porta sul suo volto una cicatrice enorme, una ferita evidente che la mutilò, obbligandola a cambiare faccia, abitudini e attitudini rispetto al Suo modo di vivere.

Nel 1755 un tremendo terremoto distrusse completamente la parte centrale della città, gli edifici fatti di legno presero fuoco usando le micce delle candele accese per illuminare le case, la potenza del terremoto creò uno tsunami che la inondò e distrusse tutto.
La città bruciò per diversi giorni mostrando ai portoghesi uno scenario apocalittico che avrebbe cambiato per sempre la struttura della città.
L’Alfama e il Castello furono le zone che in qualche modo riuscirono a mantenere la propria struttura, la Baixa (la zona che parte da Praça do Comercio fino a Restauradores), la zona di Av. Libertade e lo Chiado vennero distrutte.

Al Marques de Pombal, in particolare, si deve la struttura e la riprogettazione della città come la conosciamo noi oggi.
Una curiosità, la bandiera simbolo della città di Lisbona ha dei triangoli neri, questi triangoli esprimono il lutto perenne che la città porta rispetto a questo evento.

Beh…visto l’inizio, potrei quasi cominciare a pensare di dedicarmi alla cronaca nera. Il terremoto del 1755 è un evento che torna sempre e che è evidente girando per Lisbona, non credo ci sia un modo divertente per raccontare una cosa del genere, è stata una catastrofe immane.



La Baixa prima aveva una struttura molto simile all’Alfama, non c’erano parallele e perpendicolari come ora.
Praça do Comercio era il vero centro della città, lì c’era il palazzo delle istituzioni (per questo si chiama Terreiro do Paço – spianata del palazzo) e il punto di attracco alla città (Cais das Colunas), la chiesa del Carmo era una vera chiesa e non un museo archeologico come è ora.

Senza fare paragoni storici, ma il terremoto di Lisbona fu un punto di svolta nella storia della città.

E’ quasi inutile dire che il mio intento era (come sempre) quello di parlare di un altro evento, catastrofico ovviamente, mi sembrava interessante aprire il post con un accenno a La catastrofe per poter raccontare il resto, solite divagazioni insomma.

Quindi da catastrofe a disastro.
All’alba del 25 Agosto del 1988 un incendio deflagrò inaspettato in quello che allora si chiamava armazéns Grandella (oggi non esiste più, indicativamente si trovava dove oggi c’è l’ armazén do Chiado). L’incendio distrusse in blocco e danneggio gravemente una serie di edifici che si trovano nel cuore dello Chiado, all’inizio di Rua Garret, Rua do Carmo e Rua do Alamada.



Ho trovato su internet i video dei telegiornali di allora che raccontano in diretta l’evento, per dargli un’occhiata cliccate qui.

Ho anche trovato qualche giornale dell’epoca, per dargli un’occhiata cliccate qui.
Per domare l’incendio sono intervenuti circa 1600 pompieri provenienti da tutto il Portogallo.

La ricostruzione del quartiere è stata affidata al più grande architetto Portoghese, Alvaro Siza Vieira che riprogettò la struttura urbanistica della città così come la conosciamo noi oggi, l’intero progetto è stato terminato nel 1995.
Per commemorare i 25 anni da questo evento la Camera Municipal di Lisboa ha organizzato un evento “Evocação dos 25 anos do Incêndio do Chiado”.


Inutile dire che l’evento è commemorativo quindi niente concerti e imperial ma è un’ottima occasione per conoscere un pezzo di storia cittadina e vedere dei posti che solitamente non sono accessibili.



Il programma:
Alle 8.00 verranno presentate ed esposte sei foto in grande formato (appese per le vie del quartiere), anticipazione del libro “O grande Incendio do Chiado” dei fotografi Alfredo Cunha, Fernando Ricardo, José Carlos Pratas Henriques e Rui Ochoa.
Il libro sarà presentato dagli autori alle 16:00 alla Fnac dell’Armazen do Chiado
Alle 9.00 nella vecchia scuola Veiga Beirão (al Carmo) verrà presentato un simulacro che racconterà l’incendio, sarà un racconto vero e proprio su come si sono svolte le attività di soccorso.
L’evento terminerà alle 10.30
Alle 11.00 in Rua do Carmo, 42 alla presenza delle autorità e della banda do Regimento de Sapadores Bombeiros verrà posta una placca in memoria dell’incendio
Alle 17.00 ci sarà una visita al Terraços do Carmo.
Questo spazio è stato progettato da Siza come ultimo tassello nel progetto di recupero del quartiere, il terrazzo verrà aperto al pubblico per l’evento ed è prevista la presenza dell’architetto.
Alle 18.00, nella galleria Chiado 8, nel Palacio do Loreto verrà presentato il libro “Chiado em Detalhe. Álvaro Siza, pormenorização técnica do plano de recuperação” e allo stesso tempo verrà inaugurata una mostra con lo stesso titolo.
Lunedì 26, alle 17.00, nel Museo Regimento de Sapadores Bombeiros de Lisboa, a Carnide, verrà inaugurata la mostra fotografica “O Grande Incêndio do Chiado” dove verranno presentate foto tratte dal libro che porta lo stesso nome ad opera dei fotografi Alfredo Cunha, Fernando Ricardo, José Carlos Pratas Henriques e Rui Ochoa.
Mah … come primo post dopo il rientro dalle vacanze estive non è niente male, positività e leggerezza per questo fine di Agosto spensierato.


Prima pubblicazione 22 Agosto 2013

Una giornata sui passi di Pessoa

di Marina La Squola

Gli amanti della letteratura che approdano a Lisbona avranno sicuramente la curiosità di conoscere e scoprire la Lisbona di Fernando Pessoa, il più importante fra gli scrittori portoghesi del 900, celebre soprattutto per aver inventato l’eteronimia.

Questa strana parola,  che  può sembrare il nome di una brutta malattia, non è altro che un escamotage letterario usato dal caro Fernando per soddisfare il suo bisogno di esprimere in scrittura la moltitudine che caratterizzava la sua personalità.

Così il buon Fernando dà vita, fra i tanti, a Ricardo Reis, Bernardo Soares, Álvaro de Campos e Alberto Caeiro. Lisbona è onnipresente nei loro scritti, così tanto da diventare il simbolo della sua produzione letteraria.

In ogni dove, oggi a Lisbona, la sagoma o il volto di Pessoa fa capolino fra i gadgets nelle vetrine dei negozi di souvenir, ormai diventato uno fra i simboli del turismo lisboeta.


Il tour alla scoperta della Lisbona di Pessoa lo iniziamo con una colazione alla famosissima e centralissima caffetteria “A brasileira” (Rua Garrett 120, zona Chiado, metro: linha azul, fermata Baixa-Chiado), meta e punto di ritrovo degli intellettuali dell’epoca  del nostro Pessoa,  riconoscibile proprio dalla statua in bronzo di Pessoa seduto al tavolino all’esterno del bar.



Finita la colazione, una lunghissima passeggiata di soli 100 metri ci porterà in Largo de São Carlos, una piazzetta carina e accogliente, sulla quale si affaccia anche l’unico teatro dell’opera in Portogallo, il Teatro Nacional de São Carlos.


È al civico 44 del 4° piano la casa che diede i natali a Pessoa.
Non è possibile visitarla ma davanti l’edificio troviamo l’omaggio dello scultore belga Jean-Michel Folon a Pessoa: un’altissima statua rappresentante Pessoa con un libro al posto della testa.



Ma rimettiamoci in cammino sui passi di Pessoa e scendiamo (non dimenticate che Lisbona è su sette, a volte ripidi, colli) verso Baixa fino a Rua dos Douradores.

In “Il libro dell’inquietudine” Bernardo Soares vive nella piccola Rua dos Douradores e  cammina e attraversa tutti i giorni le strade della Baixa. Il consiglio è di fermarvi a pranzo in uno dei più antichi ristoranti di cucina tradizionale portoghese di Lisbona, il Restaurante Pessoa (Rua dos Douradores 190), che per coincedenza ha lo stesso nome dello scrittore, che, per tornare al nostro tema, era diventato il preferito, a pranzo, del nostro abitudinario Fernando.

Più che un ristorante è una trattoria, come la maggior parte dei ristoranti, o meglio “tascas” in portoghese, dalla quale si esce a panza piena per 15 euro in media.


Il pranzo è finito, il sole splende alto nel cielo, la brezza oceanica arriva da Praça do Comercio, ci vorrebbe proprio un amaro! E no, cari miei, a Lisbona l’amaro potete proprio, o quasi, scordarvelo! Dopo i pasti, i portoghesi usano favorire la digestione con liquori dolci o grappe. Fra i liquori i più popolari sono il Licor Beirão a base di erbe, la Ginginha a base di ciliegie, la Amendoa Amarga a base di mandorle o il più famoso vino liquoroso Vinho do Porto.
Di grappe, ovvero aguardente in portoghese, non sono un’esperta ma di sicuro qualsiasi tasca o bar ne avrà varie, tocca a voi scegliere!

Il nostro digestivo andremo a prenderlo da “Martinho da Arcada” (Praça do Comércio, 3), un altro fra i bar frequentati dagli intellettuali e letterati contemporanei a Pessoa.



Bene, se siete fumatori ho un consiglio per godervi la vostra sigaretta post digestivo in un posto in cui, di certo, anche Pessoa qualche sigaretta l’avrà fumata: Cais das Colunas!

Attraversate la mozzafiato (almeno per me) Praça do Comercio verso il Tejo et voilà! Ecco davanti ai nostri occhi il largo Tejo, il fiume che sembra mare, incorniciato fra due colonne. È un posto incantevole e magico la porta d’entrata della città, nonché  luogo d’ispirazione della “Ode Marítima” dell’eteronimo pessoano Álvaro de Campos.

Farete fatica a schiodarvi dalle gradinate che finiscono nel fiume di Cais da Colunas, ma una volta in piedi facciamo dietro front per andare in Rua da Conceição a prendere il famoso tram 28 in direzione Campo de Ourique, Prazeres. I viaggi in tram a Lisbona sono meravigliosi perché attraversano la città anche in vicoletti impensabili e il 28 è il re in questo!



Il 28 non l’abbiamo preso a caso, stiamo andando a visitare “Casa Fernando Pessoa”, un centro culturale che omaggia l’opera di Fernando Pessoa ma anche la città e soprattutto il quartiere in cui Pessoa ha trascorso gli ultimi 15 anni della sua vita: Campo de Ourique. Al terzo piano dell’edificio completamente ristrutturato di “Casa Fernando Pessoa”, troviamo la stanza di Fernando Pessoa, con alcuni dei suoi appunti, i suoi oggetti personali e parte dell’arredamento originario.

Il costo del biglietto è di 3 euro, ma ci sono sconti per gruppi, studenti, famiglie e anziani.
L’ultima tappa che vi consiglio fra i piedi di Pessoa è il Mosteiro dos Jerónimos, nel quartiere Belém, un enorme monastero nel quale troverete la tomba di Pessoa.

Il consiglio è di andarci di domenica perché l’ingresso è gratuito (al monastero così come in tutti i musei) fino alle 14 e separatamente da questo tour pessoano perché a Belém c’è da passarci una giornata intera!

Copyright fotografico: www.fabiosalvo.net


Prima pubblicazione 6 Luglio 2013