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giovedì 28 agosto 2014

Fare il Portoghese o fare l’Italiano? Una gran confusione



Da quando scrivo un blog questo post mi si è avvicinato diverse volte, voglioso di essere scritto, paladino di giustizia e amante della verità, ma io l’ho sempre snobbato, troppo banale, ma ad un certo punto bisogna pur dire le cose come stanno, anche se sarà una dura verità per tutti!!!

Se un giorno venisse a rapirmi un alieno e mi direbbe: “Ciao piccolo essere umano, adesso ti porto in un pianeta sconosciuto e ti cancello tutti i ricordi di Lisbona, puoi tenerne  solo uno, scegli! …e muoviti che non abbiamo tempo da perdere!”

Per prima cosa cercherei di corromperlo con una Imperial (magari funziona!!!) ma in merito al ricordo non avrei dubbi, terrei tutti i miei viaggi sul Tram 28 … appeso  fuori alla porta sul retro.



Fare un viaggio sul 28, da fuori, è una delle esperienze più belle che si possano fare a Lisbona e che pochi hanno la voglia e la sicurezza di fare, soprattutto quando si è stranieri.

“Si può fare?”, “Se arriva la polizia?” tutte domante lecite che anche io mi porrei se fossi in una città che non conosco, ma siccome Lisbona la conosco…

LEGGI ANCHE: Elettrici e Elevatori – Il Tram 28

Confesso, sono uno di quelli che i turisti guardano male (soprattutto gli Italiani), tutti pensano che sono uno scroccone, che sono appeso fuori dal tram per non pagare il biglietto senza sapere che in tasca ho un abbonamento e sul tram ci posso salire come e quando voglio.



Ma chi sul 28 così non c’è mai salito, non può capire com’è. Una giostra su un percorso lunghissimo e spettacolare, lo sferragliamento delle rotaie, il legno poco stabile della presa, le salite e le discese, i restringimenti con le pareti ad un centimetro dallo zaino e tu appiattito sulla porta con il trattenendo il fiato, altro che andare a vedere i pesci all’Oceanario!!!

Quando si decide di optare per questo tipo di viaggio, la cosa che mi piace diverte di più è ascoltare i commenti delle persone che sono dentro. A volte divertiti cominciano a scattare foto oppure a farmi smorfie, altri commentano (spesso sono stranieri e quindi non capisco), tutti pensano che da fuori non si senta, invece si sente e si vede tutto, ma il trucco è far finta di niente e guardare impavido avanti la strada correre.

Inutile dire che i miei preferiti sono gli Italiani, preferiti perché li capisco meglio sia quando parlano che quando mi guardano incuriositi e basta, probabilmente tutti i turisti dicono le stesse cose, ma un Cinese vallo a capire.



Potrei suddividere gli Italiani osservatori in diverse categorie, ma le più comuni sono 3:

1)      Il Tecnico: è quello che osserva interessato il modo, la tecnica usata per viaggiare con questo sistema.
Il tipo che deve dare una spiegazione razionale a qualsiasi cosa e dopo un’attenta osservazione coinvolge gli altri elementi del suo gruppo mettendoli a conoscenza della sua analisi. “Vedi, con la punta delle dita … poi quando si arriva alla fermata allora … guarda come controlla”, questo tipo di commentatore solitamente è neutro, non giudica, si appassiona al gesto, dopo che lo ha capito perde attenzione e si orienta ad altro.

2)      L’Invidioso (un’invidia positiva chiaramente per carità): solitamente giovane ma non troppo, mi osserva con la coda dell’occhio e pensa: “Noooo, che figata!!! Vorrei farlo anche io, ma come faccio?”.

Vorrebbero farlo, lo vedi lì che pensa che potrebbe postarlo su facebook, fare le foto e metterle su instagram (si scrive così?), potrebbe raccontarlo a tutti, una cosa che nessuno dei suoi amici ha mai fatto a Lisbona. Tante possibilità, ma purtroppo…

3)      Il Critico: il mio acerrimo nemico!! Ogni tanto quando scende lo becco e gliene canto quattro, altrochè!

Quelli che “il rispetto delle regole prima di tutto!”, “farabutto, dovresti pagare il biglietto come tutti!”.
Il critico è quello che, quando mi vede appeso fuori dal 28, non si lascia scappare l’occasione per attaccare il monologo più pesante della storia sul fatto che “per forza il Portogallo è in bancarotta”, “…e la Polizia non fa niente contro questi delinquenti”, odiosi.

Il Critico, che è anche uno che ne sa a pacchi, ad un certo punto tira fuori il suo millesimo luogo comune: “… ed è per questo motivo che si dice: fare il Portoghese, perché non pagano il biglietto!”, ma quante ne sa il mio genietto???

Statisticamente il Critico proviene sempre dalle stesse regioni d’Italia (ormai sono un esperto), ma scriverlo sarebbe una generalizzazione regionale e io generalmente, in generale, preferisco non generalizzare, Generale!



STOP

Il post che avevo in mente doveva cominciare ora, diciamo che tutta la parte scritta fino ad ora è una lunga prefazione, io volevo solo raccontare perché si dice “Fare il Portoghese”, ma è andata così.

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Dai che prima o poi lo concludo questo post.

Volevo aggiungere che prossimamente scriverò un post/tutorial, come quelli che si trovano su Youtube, dal titolo: come attaccarsi al Tram, Il manuale!

CI SIAMO

In Italia il detto “Fare il Portoghese” non è molto comune, però è conosciuto da molti.
Ormai siamo tutti onesti e civili cittadini (non come in Portogallo), il biglietto lo facciamo tutti e questo modo di dire sta cadendo in disuso per mancanza di “Portoghesi”.

Comunque, per chi non lo conoscesse, “fare il Portoghese” si usa comunemente per chi utilizza un mezzo (o un servizio) senza pagare, ad esempio chi prende un 28 e decide di non pagare il biglietto.

Con la presente vorrei provare a spiegare da dove viene questo detto, facendo una premessa necessaria, l’origine non è certa! … ma molto probabilmente è andata così.



Leggenda vuole che il termine nasca in Italia (infatti in Portoghese non esiste) nel XVIII, a quei tempi il Portogallo non era commissariato dalla Banca Centrale Europea ma era uno dei paesi più ricchi al mondo, soprattutto grazie alle colonie in giro per il mondo.

A quei tempi lo stato Portoghese e lo Stato Pontificio erano in ottimi rapporti, feste sontuose e grandi banchetti venivano organizzati per coadiuvare le pubbliche relazioni tra i due popoli (mettiamola così).
Una di queste feste, nei pressi di Piazza Argentina, venne organizzata in onore della comunità Portoghese residente a Roma, l’ingresso alla festa era esclusivo e molto selettivo, per entrare bisognava presentarsi e dichiararsi Portoghese.

Ovviamente potrei finire qui il post visto che il finale è scontato, quanti secondi hanno impiegato i Romani a capire come funzionava il giochino e intrufolarsi alla festa?

Legenda dice che in quella notte tantissimi Romani cominciarono a dichiararsi Portoghesi, entrarono alla festa, mangiarono e danzarono e vissero tutti felici e contenti.

Copyright fotografico: www.fabiosalvo.net

Prima pubblicazione 4 Settembre 2013

Una giornata sui passi di Pessoa

di Marina La Squola

Gli amanti della letteratura che approdano a Lisbona avranno sicuramente la curiosità di conoscere e scoprire la Lisbona di Fernando Pessoa, il più importante fra gli scrittori portoghesi del 900, celebre soprattutto per aver inventato l’eteronimia.

Questa strana parola,  che  può sembrare il nome di una brutta malattia, non è altro che un escamotage letterario usato dal caro Fernando per soddisfare il suo bisogno di esprimere in scrittura la moltitudine che caratterizzava la sua personalità.

Così il buon Fernando dà vita, fra i tanti, a Ricardo Reis, Bernardo Soares, Álvaro de Campos e Alberto Caeiro. Lisbona è onnipresente nei loro scritti, così tanto da diventare il simbolo della sua produzione letteraria.

In ogni dove, oggi a Lisbona, la sagoma o il volto di Pessoa fa capolino fra i gadgets nelle vetrine dei negozi di souvenir, ormai diventato uno fra i simboli del turismo lisboeta.


Il tour alla scoperta della Lisbona di Pessoa lo iniziamo con una colazione alla famosissima e centralissima caffetteria “A brasileira” (Rua Garrett 120, zona Chiado, metro: linha azul, fermata Baixa-Chiado), meta e punto di ritrovo degli intellettuali dell’epoca  del nostro Pessoa,  riconoscibile proprio dalla statua in bronzo di Pessoa seduto al tavolino all’esterno del bar.



Finita la colazione, una lunghissima passeggiata di soli 100 metri ci porterà in Largo de São Carlos, una piazzetta carina e accogliente, sulla quale si affaccia anche l’unico teatro dell’opera in Portogallo, il Teatro Nacional de São Carlos.


È al civico 44 del 4° piano la casa che diede i natali a Pessoa.
Non è possibile visitarla ma davanti l’edificio troviamo l’omaggio dello scultore belga Jean-Michel Folon a Pessoa: un’altissima statua rappresentante Pessoa con un libro al posto della testa.



Ma rimettiamoci in cammino sui passi di Pessoa e scendiamo (non dimenticate che Lisbona è su sette, a volte ripidi, colli) verso Baixa fino a Rua dos Douradores.

In “Il libro dell’inquietudine” Bernardo Soares vive nella piccola Rua dos Douradores e  cammina e attraversa tutti i giorni le strade della Baixa. Il consiglio è di fermarvi a pranzo in uno dei più antichi ristoranti di cucina tradizionale portoghese di Lisbona, il Restaurante Pessoa (Rua dos Douradores 190), che per coincedenza ha lo stesso nome dello scrittore, che, per tornare al nostro tema, era diventato il preferito, a pranzo, del nostro abitudinario Fernando.

Più che un ristorante è una trattoria, come la maggior parte dei ristoranti, o meglio “tascas” in portoghese, dalla quale si esce a panza piena per 15 euro in media.


Il pranzo è finito, il sole splende alto nel cielo, la brezza oceanica arriva da Praça do Comercio, ci vorrebbe proprio un amaro! E no, cari miei, a Lisbona l’amaro potete proprio, o quasi, scordarvelo! Dopo i pasti, i portoghesi usano favorire la digestione con liquori dolci o grappe. Fra i liquori i più popolari sono il Licor Beirão a base di erbe, la Ginginha a base di ciliegie, la Amendoa Amarga a base di mandorle o il più famoso vino liquoroso Vinho do Porto.
Di grappe, ovvero aguardente in portoghese, non sono un’esperta ma di sicuro qualsiasi tasca o bar ne avrà varie, tocca a voi scegliere!

Il nostro digestivo andremo a prenderlo da “Martinho da Arcada” (Praça do Comércio, 3), un altro fra i bar frequentati dagli intellettuali e letterati contemporanei a Pessoa.



Bene, se siete fumatori ho un consiglio per godervi la vostra sigaretta post digestivo in un posto in cui, di certo, anche Pessoa qualche sigaretta l’avrà fumata: Cais das Colunas!

Attraversate la mozzafiato (almeno per me) Praça do Comercio verso il Tejo et voilà! Ecco davanti ai nostri occhi il largo Tejo, il fiume che sembra mare, incorniciato fra due colonne. È un posto incantevole e magico la porta d’entrata della città, nonché  luogo d’ispirazione della “Ode Marítima” dell’eteronimo pessoano Álvaro de Campos.

Farete fatica a schiodarvi dalle gradinate che finiscono nel fiume di Cais da Colunas, ma una volta in piedi facciamo dietro front per andare in Rua da Conceição a prendere il famoso tram 28 in direzione Campo de Ourique, Prazeres. I viaggi in tram a Lisbona sono meravigliosi perché attraversano la città anche in vicoletti impensabili e il 28 è il re in questo!



Il 28 non l’abbiamo preso a caso, stiamo andando a visitare “Casa Fernando Pessoa”, un centro culturale che omaggia l’opera di Fernando Pessoa ma anche la città e soprattutto il quartiere in cui Pessoa ha trascorso gli ultimi 15 anni della sua vita: Campo de Ourique. Al terzo piano dell’edificio completamente ristrutturato di “Casa Fernando Pessoa”, troviamo la stanza di Fernando Pessoa, con alcuni dei suoi appunti, i suoi oggetti personali e parte dell’arredamento originario.

Il costo del biglietto è di 3 euro, ma ci sono sconti per gruppi, studenti, famiglie e anziani.
L’ultima tappa che vi consiglio fra i piedi di Pessoa è il Mosteiro dos Jerónimos, nel quartiere Belém, un enorme monastero nel quale troverete la tomba di Pessoa.

Il consiglio è di andarci di domenica perché l’ingresso è gratuito (al monastero così come in tutti i musei) fino alle 14 e separatamente da questo tour pessoano perché a Belém c’è da passarci una giornata intera!

Copyright fotografico: www.fabiosalvo.net


Prima pubblicazione 6 Luglio 2013

5 cose da fare a Lisbona spendendo meno di 5 euro


Continuo la serie di post legate al numero 5.

Se vi siete persi qualche passaggio andatevi a rileggere “Le 5 cose da non fare a Lisbona” e “Le 5 migliori band portoghesi” per capire di cosa parlo.

Gli Italiani che trovo in giro per la città si stupiscono per quanto vivere a Lisbona costi poco, mangiare, bere, divertirsi rispetto all’Italia (soprattutto al nord Italia) può costare davvero poco e allora perché non scrivere 5 cose da fare spendendo meno di 5 euro?

Cominciamo:

1) Attraversare il fiume

Questa è una di quelle cose che a me piace fare spesso ma che quasi nessun turista fa quando viene a Lisbona.

In città ci sono tantissime cose da fare e i giorni non bastano quasi mai, l’Alfama, Belèm, Oriente, il Bairro Alto, i giorni passano veloci e alla fine restano sempre cose da vedere, ma se avete tempo…

La stazione dei traghetti per arrivare fino ad Almada è a Cais do Sodrè (capolinea della linea metropolitana Verde), il biglietto di andata e ritorno è di €2,40 a tratta, fatevi una passeggiata sul lungo fiume e godetevi una vista di Lisbona unica.





2) Un giro sul 28 e un tramonto mozzafiato al Miradouro da Graça
 
Salite sull’elettrico più famoso della città, legno e ferro, salite e scossoni, uscite dal centro della città,  arrivate fino al capolinea di Prazeres e tornate indietro fino al Largo da Graca, fatelo nel tardo pomeriggio e dal miradouro godetevi uno dei tramonti più belli di Lisbona.

Se non comprate il biglietto a bordo, una singola corsa sul 28 costa €1,40 (o €1,25), andata e ritorno da Prazeres sono sempre due corse.







3) Una notte di Fado in una tasca dell’Alfama

Potete scegliere un ristorante di lusso come la “Mesa de Frades” (bellissimo! se non avete tanti soldi a disposizione comunque entrate a dare un’occhiata dentro) in Rua dos Remedios e allora con 5 poveri eurini mi sa che potete fare davvero poco.

Ma se volete passare una notte facendovi trasportare dalle note scure del Fado portoghese infilatevi in una delle tante tasche che ci sono in Alfama e con 5 euri ci passerete ore.


4) Un pranzo in centro spendendo 5 euro

Come dicevo all’inizio del post, Lisbona è una città economica, però effettivamente un pranzo completo di tutto, per 5 euri è un po’ difficile trovarlo, si può mangiare in tantissime trattorie (tasca) spendendo tra i 7 e i 9 euri per un pasto davvero completo, ma per 5 (o meno) la situazione è un po’ complicata.

Però il post si chiama “5 cose da fare spendendo meno di 5 euro”, quindi la soluzione c’è!

Un posto dove vado spesso a mangiare quando mi trovo in centro si chiama “Casa das bifanas” e si trova in Praça da Figueira, 7 (vicinissimo alla stazione dei treni Rossio).

La bifana è un piatto tipico della cucina veloce portoghese, si tratta di una bistecca di carne di maiale, cotta in un sugo di olio, aglio e vino, servita in un panino caldo, solitamente si accompagna con mostarda e tabasco.

La bifana è un piatto buono ed economico, costa mediamente €2,50, aggiungeteci una zuppa o un pastel de bacalhau (€1,20) e con una immancabile imperial arrivate ai nostri 5 eurini per un pasto soddisfacente.



5) Una serata al bairro alto

Il bairro alto è la zona dei locali (in realtà è un quartiere stupendo anche di giorno, fateci una passeggiata nel pomeriggio e lo scoprirete incantevole), il posto dove il fine settimana (e non solo) si va a fare festa. Mille locali, tutti diversi, uno attaccato all’altro, per tutti i gusti e per tutte le tasche.


Come ovvio, spendere tanto è facile, basta entrare in un bar sciccoso e pagare da bere a tutta la compagnia, ma se vogliamo spendere 5 eurini come si fa?

Chiaro che se siamo delle spugne il giochino funziona fino ad un certo punto, però passare qualche ora (o anche tutta la serata) spendendo soli 5 euri si può fare.

Prima cosa bisogna individuare il locale giusto, come dicevo il bairro è pieno di locali ma alla fine, soprattutto da Marzo a Ottobre, si sta in strada, allora perché pagare un bicchiere di vino 4 euri se il bar vicino può offrircelo alla metà? Siete innamorati della birra (mi dispiace avete sbagliato paese)? Entrate in uno dei mille indiani e con la bellezza di 1€ e ottanta potete portarvi a casa una bottiglia di ottima Sagres da un litro…ma mi raccomando attenti agli effetti collaterali e soprattutto bevete con prudenza!

In realtà il post sarebbe finito qua, 5 cose da fare con meno di di 5€ ci sono, però mi è venuta in mente un’altra cosa, quindi strappo alla regola.

6) Una passeggiata in riva all’Oceano

Vista la dimensione, qualcuno pensa che il Tejo sia già oceano…non è così.
Lisbona si trova su un fiume, un fiume enorme ma comunque un fiume, per arrivare a vedere l’oceano bisogna fare qualche chilometro in direzione Belèm.
Il posto più vicino e più facile da raggiungere è Cascais, ci sono treni mediamente ogni 20 minuti dalla stazione di Cais do Sodrè e in una quarantina di minuti ci siete.

Cascais è un piccolo paese di mare, posto di villeggiatura e meta del turismo Vip, intorno alla città ci sono le ville dei personaggi importanti della vita Portoghese, il casinò, ecc ecc.

Scendete alla stazione di Cascais, attraversate tutto il centro cittadino e proseguite dalla parte opposta fino ad arrivare alla Boca do Inferno, una grotta naturale sull’oceano, inquietante e suggestiva, dove poter godere della potenza dell’oceano.

Cais do Sodrè > Cascais e ritorno €4,80 e sono 6!!!

Le 5 cose da non fare a Lisbona


Quando si decide di fare un viaggio, quando si pianifica una vacanza, soprattutto quando si tratta di andare a vedere una nuova città, durante la fase organizzativa, si sceglie che approccio avere rispetto al posto che si va a vedere.

Fondamentalmente ci sono due grandi gruppi di viaggiatori, quelli che si approcciano come “spettatori in un museo” e quelli invece che affrontano il posto come Indiana Jones da veri “archeologi ricercatori” (io faccio purtroppo parte di questa seconda categoria).

Gli appartenenti al primo gruppo sono solitamente quelli che si godono di più la vacanza, affrontano il viaggio come vero e proprio divertimento, solitamente hanno letto poche cose prima di partire quindi le aspettative sono basse, poi arrivano in una città stupenda come Lisbona e vengono travolti dalla bellezza sorprendente della città.



I ricercatori invece sono quelli che si sono documentati minuziosamente su quello che il posto offre, che hanno pianificato con precisione matematico tutti i minuti del viaggio, sapendo esattamente cosa andare a vedere, quando e come. Per questo secondo gruppo di viaggiatori la vacanza a volte diventa una conferma, una verifica rispetto alle cose viste e trovate su internet prima della partenza.

Certo il tipo di approccio che si vuole dare alla vacanza dipende anche dal posto che si vuole visitare, da quanto la città possa o voglia coinvolgersi con gli ospiti. Ad esempio c’è una differenza strutturale  tra il modo di poter vivere una città come Londra e come invece poter vivere Lisbona.

Londra (ma potrebbe essere Parigi o New York) in qualche modo ti porta ad essere spettatore, forse per la dimensione, forse per lo stile di vita, il coinvolgimento in una città del genere è molto basso, quindi volente o no l’approccio archeologo funziona ma fino ad un certo punto. Lisbona al contrario è una città porosa, basta entrare al bar e chiedere un caffè e, se si vuole, il barista comincia a raccontarti la vita del quartiere, basta dargli un po’ di corda ed il gioco è fatto.

Il concetto è che Lisbona si può vivere come un museo, la città è bellissima, la vista dai miradouri, praça do comércio, il 28, Belem, ma la bellezza più grande della città è data dalla gente, limitarsi soltanto ad osservare sarebbe, dal mio punto di vista, una vacanza al 50%.

Divago come sempre, avevo cominciato questo post con l’idea di scrivere una serie di cose che a Lisbona proprio non si devono  fare, a prescindere che uno sia “spettatore” o “archeologo”.

1) I PORTOGHESI NON SONO SPAGNOLI

Per una questione di praticità, di cultura, di distanza, molti di noi, prima di venire a Lisbona, sono stati in vacanza in Spagna. Chi a Barcellona, chi a Madrid, in Andalusia, conosciamo benissimo la spagna, costumi, usanze, tradizioni , qualche parola, dopodiché abbiamo deciso che era il turno del Portogallo.

Ecco…il Portogallo non è la Spagna!!!

Una cosa che sento fare a molti Italiani (e secondo me lo facciamo solo noi) in vacanza a Lisbona è il paragone con la Spagna. “Vorrei una Sangria”, “ma dove possiamo mangiare una buona paella?”, ”Quì fanno il Flamenco?”, è come se un turista americano arrivasse a Palermo, cominciasse a chiedere wurstell e crauti e chiedesse informazioni per trovare la torre Eiffel.

Ok, fanno parte della stessa penisola, ma vi posso assicurare che sono due popoli completamente diversi, nella cultura, nella lingua, nel carattere, è come se qualcuno dicesse che noi e i francesi siamo uguali (perche farlo??)

2) NON SPENDERE UNA FORTUNA PER UNA SERATA DI FADO

Una delle cose che bisogna per forza fare prima di andare via da Lisbona è sentire il fado  cantato dal vivo, anche solo un quarto d’ora, ma bisogna proprio farlo.

Ci decine e decine di ristoranti che “dopo cena” fanno degli spettacoli di Fado, solitamente sono ristoranti molto più cari del normale che con la scusa dello spettacolo dopo alzano i prezzi.

Il fado è sicuramente uno spettacolo, ma è un’atmosfera, un micro mondo che si crea quando si spengono le luci, in questo ristorante la qualità è buona ma, per me, è una rappresentazione di una notte di fado, un modo facile per vedere com’è quello vero, ma quello vero non è.

Se volete sentire Fado, il primo consiglio è andate a mangiare in una delle mille trattorie in Alfama e quando finite di cenare chiedete al ristoratore un buon posto dove andare a sentire Fado nelle vicinanze.

Il secondo consiglio è, evitate il Fado al bairro alto, troppo rumore e troppi turisti.



3) NON COMPRATE IL BIGLIETTO SUL 28 O SUGLI ELEVADOR

I Portoghesi hanno capito il business dei turisti solo che secondo me in alcuni casi esagerano.



Se volete prendere il 28 e volete fare il biglietto a bordo, una singola corsa costa €2,85. Per fare la stessa cosa su uno degli elevador, il biglietto a bordo costa più di €3.

Il prezzo normale, avendo una delle tessere per i mezzi urbani, è di €1,40, perché pagare più del doppio? Non mi sembra giusto!


4) EVITATE TUTTI I MUSEI DI PRACA DO COMERCIO

Praca do Comercio è una delle piazze più grandi e più belle della città, si trova nel centro di Lisbona, tra l’Alfama e Chiado, in mezzo alla Baixa, uno dei lati di questa piazza gigante è il Tejo, un posto imperdibile per chi visita Lisbona.

Visto che si tratta di un posto imperdibile per i turisti, da un paio di anni in qua, hanno riempito la piazza di musei improbabili, una Gardaland di musei, tutti nuovi  e similveri, tipo il museo della birra. Credo che il Portogallo sia uno dei posti con meno tipi di birra che io abbia mai visto, c’è solo la Sagres e la Super Bock, a che serve un museo della birra in un posto dove la cultura della birra non c’è?



Sembrano ricettacoli per turisti da abbindolare nel posto comodo, fate un giro a Madredeus nel museo dell’Azulejos oppure salite al Carmo al museo archeologico, vedrete due posti stupendi e di sicuro non ci sarà prezzemolo ad aspettarvi.

5) FIDATEVI DELLA CUCINA PORTOGHESE

Per gli italiani fidarsi della cultura culinaria di un altro paese è proprio dura, non ci riusciamo, sappiamo di avere la cucina tra le più buone d’Europa e non riusciamo a sganciarci da questa cosa, dopodiché siamo degli irrimediabili campanilisti e il gioco è fatto, quando siamo a tavola, niente è meglio della cucina italiana.

Ok, lo sappiamo tutti, è vero, lo sanno pure i portoghesi (noi  non manchiamo mai di ricordarglielo), la cucina italiana è fantastica ma vi assicuro che in Portogallo si mangia bene e alcune cose le preparano bene quanto o meglio di noi.

Scontato parlare del baccalà, in Portogallo è cucinato in mille modi, noi siamo spesso preconcetticamente contro, ma fidatevi che è molto buono. E’ buona la carne, il pesce è fantastico, i frutti di mare sono favolosi.

Non è l’Inghilterra, in Portogallo si mangia bene, alcune cose sono diverse rispetto all’Italia è ovvio, lasciate tutti i pregiudizi e le convinzioni a casa, trovatevi un buon ristorante e godetevi la cena. 


Prima pubblicazione 14 Aprile 2013

Le 10 cose da fare assolutamente a Lisbona – (seconda parte)


6) Vedere Lisbona dall’altra parte del fiume

Questa è una cosa che io consiglio sempre a tutti, dopo aver visitato la città, prendere un traghetto e andare dall’altra parte, vedere Lisbona con un punto di vista diverso, un panorama stupendo.

Le soluzioni sono due, da Cais do Sodrè fino ad Almada oppure prendere un autobus e arrivare fino ai piedi del Cristo Rei, in entrambi ne vale la pena.





7) Sabato mattina alla Feira da Ladra

Il mercato dell’usato più conosciuto della città. Feira da Ladra si chiama così perché in questo mercato le mogli dei ladri andavano a vendere la refurtiva rubata dai mariti.

Oggi è diventato un mercato all’aperto dove si può trovare di tutto, dai vestiti vintage, ai lavori di artigianato, ai cellulari rubati ai turisti sul 28.

Un giro alla feira da ladra è d’obbligo, il mercato funziona martedì e sabato, ma sicuramente quest’ultimo è il giorno con più gente e cose da vedere.

All’interno del mercato c’è un parchetto con un bar e dei tavolini all’aperto, posto ideale per riprendersi dalla baldoria del venerdì sera.

8) Fado

Turistico o non turistico, reale o folcloristico, dal mio punto di vista il fado non bisogna prenderlo solo come uno spettacolo, bisogna predisporsi bene e non essere impazienti, bisogna essere attenti e particolarmente ricettivi, solo in questo modo il Fado può essere davvero vissuto. Se manca questa attenzione è noioso e lento, rasenta l’infinito.

Non ascoltatelo nei locali rumorosi per turisti al Bairro Alto, vagate di notte per l’Alfama o per Mouraria, cercate il posto più nascosto e fumoso che ci sia e allora troverete il locale giusto.





9) Il tramonto da uno dei miradouri della città

Lisbona è la città delle colline, delle salite e delle discese, delle piazze che si aprono con delle viste incredibili.

Godersi il tramonto da uno dei miradouri della città è una delle cose imperdibili che Lisbona possa offrirvi, i tetti dall’alto, la città che cambia colore con il calare del sole, è come una sorta di saluto grato che la città vi offre. Tanti sono i miradouri belli di Lisbona, ma per come sono disposti alcuni al tramonto non rendono, secondo me vincono su tutti il miradouro da Graca (o se cercate più intimità Nossa senhora do Monte) oppure io miradouro di Santa Caterina.






10) L’oceano

Volutamente ultimo, cosciente che a Lisbona non ci sia l’Oceano ma in qualche modo è decisamente presente. Se venite a Lisbona, non perdetevi lo spettacolo dell’Oceano.

Cascais, Cabo da Roca o se avete un auto Peniche o Nazarè, fermarsi a guardare la potenza e l’irruenza del mare ci si rende conto da dove arrivi tutta la storia e la forza che si vede girando per Lisbona. 


Prima pubblicazione 22 Febbraio 2013

Le 10 cose da fare assolutamente a Lisbona – (prima parte)


Quando decido di visitare una nuova città si tratta sempre di una vacanza, allora penso sempre di non stressarmi, di non pianificare niente, di andare lì, scendere dall’aereo e cominciare a girovagare senza meta, prendendo quello che capita.

Questo è il presupposto … che purtroppo dura poco. 

Dopo aver deciso il viaggio, comincia a venirmi voglia di sapere cosa c’è da vedere, di conoscere le storie, i posti più nascosti, quelli imperdibili, insomma il viaggio per me, comincia ben prima di partire.

Allora ho deciso di scrivere un post su cosa deve assolutamente fare o vedere chi viene a Lisbona per la prima volta. Molte informazioni le trovate su tutte le guide perché sono davvero delle cose imperdibili, allora vi consiglio come farle per godervele di più;-)

1) Un giro sul Tram 28

Comincio dal più classico dei consigli, comincio da qui perché per me Lisbona è cominciata cosí, comincio da qui perché i miei giretti sul 28 li faccio ancora adesso, sempre, sia per spostarmi ma spesso anche solo per il piacere di farlo.
Il tram più famoso della città, prendetelo quando tutti gli altri sono al lavoro (voi siete in vacanza e potete fare come volete), una mattina di un giorno infrasettimanale, da capolinea a capolinea, in un giorno di sole, trovatevi un posto a sedere vicino il finestrino, toglietevi le cuffie, riponete la guida nello zaino e guardatevi  intorno (dentro e fuori).


2) Bere una  ginjinha a Rossio

La ginjinha è un liquore di amarene (ginjia), dolce e scuro, viene servito com o sem (con la frutta dentro il bicchiere o senza), non è molto alcolico, niente a che vedere con grappe o cose del genere, fresco può essere bevuto come aperitivo, ma va bene a qualsiasi ora del giorno … con moderazione chiaramente.

I portoghesi la bevono gelata e con una scorza di limone, se volete provarla così dovete chiederla appositamente e il barista vi guarderà sorpreso, perché un turista non chiede cose del genere.
La ginjinha si trova ovunque, ma a Lisbona ci sono due posti istituzionali!! Si trovano entrambi a Rossio, vicino la stazione dei treni, in Rua das Portas de Santo Antao. Ci sono due baretti storici che vendono solo ginjinha



3) Mangiare il baccalà

Molti italiani che vengono a Lisbona sono ostici davanti a questo piatto, tutti lo collegano allo stoccafisso della cucina italiana e quindi c’è molta perplessità.
Rispetto a come lo cuciniamo noi è completamente diverso, viene preparato in mille modi, tutti buonissimi. A Braz, de Nata, con grao de bico oppure i pasteis di bacalhau, provatelo e non ve ne pentirete.

Per chi segue il mio blog, inutile dire che il posto migliore è Tia Natercia.

4) Aperitivo alla casa do Alentejo

Uno degli edifici più belli della città ma per uno strano motivo anche uno dei meno pubblicizzati o conosciuti dai turisti.

L’edificio si trova vicino Restauradores, stupendo da vedere, al suo interno c’è un ristorante e un baretto dove poter bere qualcosa. Il piano del ristorante sicuramente merita un giro, non so se consigliarvi una cena lì, di sicuro una imperial nel tardo pomeriggio non fa male.




5) Fare nottata dal Bairro Alto, alla Bica e finire a Cais do Sodrè fino all’alba


La più classica delle notti a Lisbona, uscire verso le 23.00 perdersi trai mille bar e locali del bairro alto, girando tra Forrò, musica elettronica, locali con musica reggae. Verso l’1 spostarsi un po’ più in basso verso Rua da Bica per decantare un po’ e , alle 3, quando tutto comincia a chiudere rotolare verso il fiume a Cais do Sodrè, dove le tante discoteche per tutti i gusti vi ospiteranno fino alla mattina dopo.

Cais do sodrè merita un posto dedicato, ci sono tantissimi locali per tutti i generi musicali, dal metal all’elettronica, al dub alla musica brasiliana, c’è di tutto. 

continua...


Prima pubblicazione 21 Febbraio 2013 

Una gita fuori porta – Obidos


Se siete stati molto bravi, avete già visto l’Alfama, il Castello, la Bica, il Bairro Alto, Bèlem, il giro sul 28, si insomma se avete già fatto un bel giro di Lisbona e vi resta ancora qualche giorno per vivere il Portogallo, uno dei posto assolutamente da non perdere è Obidos.

Obidos è un paesino stupendo, 11.000 abitanti a meno di 100 Km da Lisbona, si può visitare tranquillamente facendo un giro in giornata, andata e ritorno senza necessariamente fermarsi a dormire lì.

Obidos sembra un paese tirato fuori da una favola, si arriva da questa strada in mezzo ai campi e sopra una collina c’è questo castello e tutto il centro del paese è all’interno delle mura di cinta, con l’ingresso dalle vecchie porte.

“La cittadina è cinta da mura fortificate ancora intatte e al suo interno, lungo la via Diretta, la strada principale, si susseguono una serie di case bianche con bordi in verde e blu. I fiori sui balconi conferiscono un aspetto molto caratteristico al borgo. La prima regina del Portogallo che la ebbe in dote fu Santa Isabella che la visitò nel 1128. La regina se ne innamorò a prima vista e il marito Dinis la regalò subito alla regina. Da allora fu consuetudine dare in dote alle regine del Portogallo questo splendido borgo.” (copio incollo Wikipedia)



Arrivare a Obidos è semplice.

Se volete andare in pullman, ci sono partenze ogni ora dalla stazione degli autobus di Campo Grande (stazione metro Campo Grande linea gialla-linea verde), il viaggio dura circa un’ora e ci sono corse ogni ora circa.

Il biglietto di sola andata costa circa €8, tutti gli orari li potete trovare sul sito della Rodotejo.

Chiaramente la  soluzione automobile è la migliore, si impiega meno tempo, c’è molta più flessibilità e soprattutto, c’è la possibilità di allargare il giro anche ad altri posti.
C’è anche una stazione dei treni ma si trova lontano dal centro della città, la sconsiglio.

Per info, foto e dettagli, il sito dell’azienda del turismo è www.obidos.pt.

Ad Obidos ci sono particolarmente legato, questo è il primo post che scrivo di luoghi che non sono legati strettamente a Lisbona ma per me Obidos è una parte di Lisbona, per storie chiaramente personali.

Riesco però comunque a staccarmi da questo coinvolgimento e consigliarlo a tutti come un posto bello da vedere e da vivere. Certo ci sono giorni che il sovraffollamento di turisti rende il tutto un po’ artificiale, ma avere la fortuna di poterci passare in un periodo turisticamente tranquillo rende il posto molto affascinante.

Inutile dire che si tratta di un paesino di 10.000 abitanti in mezzo alle campagne, quindi se cercate le serate in discoteca, il cinema o cose del genere probabilmente resterete delusi, anzi avete proprio sbagliato posto.
Se siete un gruppo e volete passare una giornata fuori dalla città, prendete un autobus la mattina, fermatevi a pranzo ad Obidos, fate un giro nel pomeriggio e tornate indietro.

Se invece siete una coppia e cercate un posto romantico dove stare tranquilli, fermatevi  a Obidos. La città si svuota, restano solo i ristorantini, tutto il castello illuminato, le vie acciottolate, le luci soffuse…

Chiudo velocemente questo post che comincia a grondare miele da tutte le parti!! 

Prima pubblicazione 1 Febbraio 2013

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Del super 28 ho già raccontato nella prima parte del post.

Se vogliamo essere pignoli si potrebbe dire che si tratta solo di un tram. Concordo, però la pignoleria può vedere solo le cose, ci sono cose però che i pignoli non possono vedere.

L’altro mezzo di trasporto “anomalo” per la città di Lisbona sono gli Elevador (non saprei come tradurlo in italiano, forse ascensori, ma mi vengono in mente quelli dei palazzi, quindi continuerò ad usare il nome portoghese).
Lisbona è costruita su delle colline (7 per la precisione…ricorda qualcosa?) e, per questo motivo, molte strade sono in salita e in discesa.

Per facilitare lo spostamento da parti più basse della città verso parti più alte, sono stati costruiti degli elevador.

Di fatto sono una coppia di convogli, come due piccole cabine del tram, una in alto e una in basso, agganciate con delle funi sotto strada che, ciclicamente, si scambiano di posto, una sale l’altra scende, fino ad arrivare all’inizio o alla fine della via.

Di questi elevador ne sono rimasti in funzione 4, 3 di questi sono molto simili e sono strutturati come spiegato prima:
-          Elevador da Gloria: parte da Restauradores e arriva al Miradouro de Sao Pedro, praticamente al Bairro Alto
-          Elevador da Bica: parte da Rua de Sao Paulo e arriva al largo do Calhariz
-          Elevador do Lavra: parte da una stradina vicino Restauradores e arriva vicino al Jardim do Torel.

Per tutti e tre, il consiglio generale che vi do è, andate a vederli, andate a vedere le vie dove si trovano ma non è fondamentale prenderli, soprattutto se dovete aspettare 10/15 minuti che parta.
Sono molto utili ma oggettivamente fanno tragitti brevissimi e spesso si aspetta tanto e poi si resta delusi, senza contare il fatto che una corsa andata e ritorno costa €3,50!!!

Si trovano tutti in zone caratteristiche, il primo porta da una delle piazze più importanti della città fino al Miradouro di Sao Pedro dalla quale si può vedere la collina con il Castello, l’Alfama e tutta la zona antica della città.

Il secondo, per me il più bello, si trova in Rua da Bica, una via caratteristica che, soprattutto di notte, si anima con tanti locali e giovani, anche portoghesi.



Il terzo finisce vicino al Jardim do Torel, posto ideale per un riposino post pranzo, lontano da mete turistiche, il parco (piccolino) ha delle panchine e delle fontane per potersi riposare un attimo in pace.

All’elenco manca ancora un elevador, l’Elevador de Santa Justa, forse il più fotografato di Lisbona.

Merita discorso a se in  quanto è strutturalmente differente rispetto agli altri. L’elevador de Santa Justa è un enorme ascensore verticale, completamente in ferro, con la cabina a vista, che sale dalla Baixa cittadina (la parte centrale più bassa della città) fino alla chiesa del Carmo. All’estremità dell’elevador c’è un terrazza panoramica.

Anche in questo caso, l’elevador è un mezzo di trasporto che collega due punti della città, all’estremità superiore dell’elevador si può andare anche a piedi, infilandosi per il centro, evitando la solita fila di un’ora.

Buon giro! 


Prima pubblicazione 29 Gennaio 2013

Elettrici e Elevatori – Il Tram 28


Lisbona ha una rete di trasporto pubblico molto efficente, se pensate di trascorrere qualche giorno da queste parti e non avete intenzione di spostarvi fuori, non è necessario avere un’automobile. Con Metro, tram e autobus potete andare ovunque, fermo restando che un taxi, con pochi euro, la notte ti porta sempre a casa.

La svolta nei trasporti è avvenuta con l’Expò del ’98 (quello che dovrebbe esserci a Milano nel 2015), la città è stata tirata a nuovo, un quartiere e stato costruito praticamente da zero (Parque das Nações) e la rete di trasporti è stata potenziata e rinnovata.

Tutte le info necessarie le trovate su www.metrolisboa.pt e www.carris.pt.


A Lisbona corre…a volte corre, altre semplicemente cerca di arrampicarsi su per le colline, uno dei tram più belli del mondo (cito me stesso in quanto fan), l’elettrico 28!




Un mezzo di un’altra epoca, legno, ottone e ferro pesante che, stridendo sui binari, accompagna con il suo rumore e il suo scampanellio la vita nel centro della città.

Spesso chi viene a Lisbona pensa che il 28 sia un tram per i turisti, uno di quei mezzi che porta in gita i visitatori e che in realtà non viene usato da nessuno come mezzo di trasporto reale.
Purtroppo un po’ è così, ma solo i fine settimana e nei periodi di festa, quando centinaia di turisti ci si accalcano dentro e i Portoghesi, impazienti per indole, optano (un po’ imprecando) per altre soluzioni.

In realtà il 28 è un mezzo fondamentale per chi usa i trasporti pubblici e si muove per il centro di Lisbona.

Prazeres, Estrela, Portas do Sol, Graca, sono zone della città importanti ma che, per motivi logistici, non sono toccate dalla metropolitana, il 28 è il mezzo amico.



Se siete in giro per Lisbona un giro sul 28 è d’obbligo, ma non focalizzatevi sul mezzo in se, cercate di guardare quello che succede dentro e intorno, le persone che ci salgono, i commenti delle vecchine, il rispetto nella scelta dei posti.

Tutto questo è impossibile da notare se prendete il 28 sabato pomeriggio in ora di punta. Quindi il consiglio è fatevi un giro (se potete) durante la settimana, un mercoledì mattina e prendete il 28 da capolinea a capolinea, fatevi portare fuori dal “centro”, vedrete cambiare molte cose e ne capirete molte altre.

Non fate il biglietto a bordo!!! I portoghesi hanno capito il business dei turisti e quindi un biglietto a bordo, per una corsa, costa €2,85, esagerato!
Se decidete di usare i mezzi pubblici, appena arrivate a Lisbona cercate una stazione della Metro (c’è anche in aeroporto), comprate per 50cent una carta che si chiama Viva Viagem e caricatela, potete metterci dentro 5, 10, 15€. Ogni volta che prendere un mezzo (vale per tutti i mezzi) la carta scalerà una corsa  €1,60 per passaggio.

Se prendete il 28, nel tragitto tra Praca do Comercio e Portas do Sol, quasi sicuramente con voi ci qualcuno che vorrebbe prendersi cura del vostro portafogli. State attenti, sia alle fermate che sul tram, non è pericoloso ma spesso qualche manolesta è al lavoro.
Il 28 è il tram più famoso della città, effettua un percorso lineare da una parte del centro all’altro, da Prazeres a Martin Moniz, se volete fare andata e ritorno, al capolinea dovete scendere e riprenderlo in direzione contraria, vengono considerate 2 corse separate.

Oltre al 28, per il centro cittadino, gira un fratello minore del più famoso tram, il 12 che fa un giro circolare da Praca da Figueira a Praca da Figueira, infilandosi in Mouraria, sbucando per Portas do Sol e poi riscendendo l’altra parte della collina. Il 12 non è un tram per turisti!


continua…


Prima pubblicazione 27 Gennaio 2013 

lunedì 25 agosto 2014

Lisbona dall’alto In giro per i miradouri della città


Lisbona dalle sette colline, delle salite ripide e dei vicoli bui, degli elevador per alleviare la scalata agli elettrici sferraglianti da un colle all’altro. Lisbona affacciata su un fiume ma che a volte è anche un po’ mare, Lisbona degli sguardi infiniti dai miradouri sopra la città.

Io credo che a chi decide di andare a vivere all’estero, chi si imbarca in questa splendida avventura, periodicamente, come una specie di ciclo, capiti la giornata delle domande, del “chi me lo fa fare?”del “chissà se è la scelta giusta?”.



Non so se capiti a tutti, probabilmente no, a me capita e sono sicuro di non essere l’unico.

Scegliere di lasciare tutto ed andare a vivere in un altro paese è una scelta stimolante e molto divertente per 350 giorni l’anno, ma ci sono quindici giorni (…forse meno, diciamo dieci) dove la nostalgia di casa, gli amici, la famiglia si presenta vile e assassina con il solo con il solo intento di rovinarci l’umore.

Per me, Lisbona stessa è l’antidoto alla nostalgia.



Il segreto è uscire di casa, perdersi a guardare, ascoltare il tintinnio metallico dei tram, il borbottare dei vecchi che si lamentano e farsi avvolgere di nuovo dal calore di questa città.

Tutte le volte che scrivo di Lisbona mi sento un delirante, mi rendo perfettamente conto che il tutto può sembrare eccessivo, ma se siete stati a Lisbona, se ci avete vissuto e ve ne siete innamorati, se avete visto un po’ più in profondità lo spirito di questa città allora sono sicuro di non essere frainteso.

Lisbona è una città che si mette in mostra, dico sempre che è una prostituta con il fascino di una grande signora. Puttana per la facilità di farsi vedere, per la sfrontatezza della sua bellezza ma con un’anima nobile, romantica e una storia ricca come una grande signora.

Vedere Lisbona dall’alto, passeggiare da un miradouro all’altro, fermarsi a guarda la vita della città può essere molto più interessante che andare a fare un giro a Bèlem (era solo un esempio, Belem è stupenda).

I miradouri sono i punti panoramici della città, ma nello stesso tempo sono delle piazze, sono dei parchi, sono dei posti dove la gente in qualche modo vive e da dove è possibile ammirare lo splendore di Lisbona.



I miradouri della città sono infiniti e sono disseminati ovunque, provo a consigliarvi un paio di giri che abbiano logica vedendo i miradouri più belli.
Un primo giro potrebbe iniziare prendendo il tram 28 e scendendo al Largo da Graca.

Da lì fatevi indicare il miradouro di “Nossa senhora do monte”, dopodiché proseguite fino al miradouro “da Graça” (vedere il tramonto da uno di questi due miradouri è un’esperienza mozzafiato).
Dopo aver fatto un giro a Graça scendete la collina fino al miradouro di “Portas do Sol”, fate ancora qualche passo e arriverete al miradouro di “Santa Luzia”, probabilmente il più amato della città.

A questo punto vi trovate esattamente sopra l’Alfama, entrateci dentro e cercate il miradouro di “Santo Estevão“, credo sia uno dei miradouri meno conosciuti dai turisti, si trova proprio in mezzo all’Alfama.

Un secondo giro invece potrebbe iniziare prendendo l’elevador do Lavra e arrivare in cima fino al “Jardim do Torel“. Si tratta in un parco, assolutamente fuori dai giri turistici, piccolo ma bellissimo, con una vista sul Bairro Alto spettacolare.



Riscendete dal Jardim do Torel e salita dall’altra parte con l’elevador da Gloria, vi ritroverete al miradouro di “Sao Pedro d’Alcantara“. Il Castello, la cattedrale, l’Alfama, la baixa, il Tejo, tutta la città si domina da questo punto ed è facile riconoscerne i pezzi.

Attraversate tutto il bairro alto e sbucate dalla parte opposta per arrivare al miradouro di “Santa Catarina” (o Adamastor), il più alternativo dei miradouri, comprate una litrosa di Sagres, stendetevi sul prato o sedetevi per terra e godetevi lo spettacolo della città. 


Prima pubblicazione 2 Dicembre 2012